Nuovo rapporto Gea sulla produzione geotermica statunitense
1 febbraio 2010 da Emanuela M
Nuovi sviluppi per l’industria geotermica statunitense, che pare triplicherà la propria potenza nel giro di pochi anni arrivando ad una capacità istallata di circa 10.000 MW in grado di garantire elettricità a circa 10 milioni di persone in oltre 14 Stati.
Questa la previsione pubblicata da un rapporto presentato su «Us Geothermal Power Production & Development Update» redatto dalla Geothermal Energy Association, che manifesta forti aspettative in seguito al raggiungimento del traguardo previsto.
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La Regione Lombardia mira alla liberalizzazione, o meglio alla semplificazione delle procedure per la perforazione di pozzi per la produzione di energia geotermica a bassa temperatura. L’obiettivo, come anticipato dall’assessore alle Reti e Servizi di Pubblica Utilità e Sviluppo Sostenibile, Massimo Buscemi, è quello di porre in essere una norma, che attualmente è ancora al vaglio del Pirellone, che permetterà a proprietari e/o progettisti di creare l’impianto geotermico sottoscrivendo una autocertificazione che velocizzerà i tempi eliminando l’attuale iter burocratico.
Dal 15 al 17 gennaio Pisa sarà il centro di gravità per tutti gli addetti del settore “energie pulite”: la città toscana sarà, infatti, la sede di “Energia 2010”, l’esposizione dedicata alla divulgazione e promozione delle nuove tecnologie legate alle fonti rinnovabili e all’edilizia ecosostenibile. L’evento vuole essere un’esauriente panoramica sulle offerte di enti ed aziende operanti nel settore energetico, permettendo agli utenti di avere uno spazio per affrontare ed approfondire il tema del risparmio energetico fornendo loro un contatto diretto con le aziende e gli enti.
Se vi proponessero un’abitazione a bassi consumi energetici allo stesso prezzo di una standard, probabilmente, anche voi stentereste a crederci. Eh già, perché pannelli fotovoltaici integrati, ottima coibentazione e non solo, hanno un costo e, tra l’altro, vi farebbero risparmiare molto negli anni. Dov’è l’inganno? Non c’è.