Bit: ecco la nuova banca che finanzia l’energia rinnovabile
2 giugno 2010 da Pask
Interessante iniziativa quella promossa in questi giorni a Vincenza nella sede di Confcooperative: è stata infatti creata una Bit, ovvero banca per l’investimento sul territorio, con cui le banche di credito cooperative finanziano i progetti di autoproduzione di energia e di sfruttamento delle fonti rinnovabili.
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In Sicilia il settore delle rinnovabili sembra vivere un momento di importante ed inarrestabile ascesa, difatti, arrivano nuovi e importanti investimenti che permetteranno l’ implementazione di diversi siti alimentati ad energia pulita.
Ormai in Svezia il mix energetico è sempre più tinto di verde.
Reperire la giusta somma di danaro per poter provvedere all’istallazione di impianti di energie alternative nella propria abitazione, non è sempre un’azione facile, soprattutto in un periodo confuso e caotico come quello attuale in cui sembra non riuscirsi più ad orientare tra tagli agli incentivi e normative poco chiare.
La Francia ormai pensa veramente in grande per quanto riguarda l’energia eolica.
Dopo che è entrato in vigore il decreto sugli incentivi per gli oli vegetali con lo scopo di erogazione della tariffa che comprende anche la quota di 0,28 euro per ogni kW, adesso il Ministero delle politiche agrarie dispone alcune regole programmatiche nei confronti della tracciabilità delle biomasse per quanto riguarda la produzione di elettricità. In relazione con la legge finanziaria del 2007, che si occupava dell’entrata in vigore di una misura che regolasse la materia, il ministero ha finalmente previsto il decreto corrispondente, che ieri è ha trovato pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Continua la nostra opera di segnalazione di lodevoli iniziative da parte delle amministrazioni pubbliche locali volte a favorire la proliferazione di impianti per lo sfruttamento delle fonti energetiche rinnovabili. E tra le varie fonti, quella su cui si investe di più, probabilmente per il vantaggioso rapporto costo/benefici dovuto agli incentivi del conto energia, è sicuramente il fotovoltaico.
Google, una delle società più attive anche nel rispetto all’ambiente e molto attratta dalle varie iniziative ecologiche che già nel passato ha intrapreso, ha di recente diffuso un comunicato, in cui dichiara che investirà per la prima volta nella sua storia, in un progetto di energia rinnovabile su larga scala. Si tratta di oltre 38,8 milioni di dollari, che verranno investiti da Google, per aiutare la realizzazione di un parco eolico nel Nord Dakota, soddisfacendo le esigenze energetiche di oltre 55mila case.
Sembra che ammonti a circa 40 miliardi la cifra stanziata dalle istituzioni internazionali ( e in parte reperita dai fondi dei privati) interamente destinata alla costruzione di tecnologie volte alla difesa dell’ambiente, soprattutto per i paesi emergenti che possono contare su politiche ancora troppo scarne e poco convincenti.
L’Energia eolica potrebbe fare un ulteriore passo in avanti in Gran Bretagna: è infatti di pochi giorni fa la notizia che la Siemens ha proposto un investimento da oltre 75 milioni di sterline.
Per le Pmi in Italia, costruire un piccolo impianto eolico, può essere veramente vantaggioso, per merito delle nuove disposizioni introdotte nel decreto sugli incentivi.
Secondo il presidente di Confagricoltura, questo sarà un anno decisivo per le sorti dello sviluppo delle energie cosiddette pulite o rinnovabili.
Le novità nel settore delle energie rinnovabili sono sempre all’ordine del genere, e questa arriva direttamente dal mercato dell’eolico off-shore, che ultimamente sta ri-pianificando strategie e progetti.
Dando un primo sguardo alle varie previsioni pubblicate dalla Commissione Europea sull’imminente conseguimento del target europeo del 20% di produzione energetica da fonti rinnovabili entro il 2020, si scopre con grande perplessità che l’Italia continuerà a mantenere un deficit piuttosto marcato, in quanto dalle previsioni fatte, non riuscirà a superare il 16% a confronto di un 17%minimo obbligatorio previsto dalla normativa.