In Nuova Zelanda l’impianto eolico più a sud del mondo
20 gennaio 2010 da Dom
Due anni di lavoro, poiché è possibile intervenire solo da novembre a febbraio quando la temperatura è più mite (meno 20 gradi!!), e 10 milioni di dollari neozelandesi, pari a circa 7,4 milioni di dollari americani, interamente erogati dal governo della Nuova Zelanda, hanno portato all’installazione di tre pale per lo sfruttamento dell’energia eolica che costituiscono l’impianto più a sud del mondo.
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La Regione Lombardia mira alla liberalizzazione, o meglio alla semplificazione delle procedure per la perforazione di pozzi per la produzione di energia geotermica a bassa temperatura. L’obiettivo, come anticipato dall’assessore alle Reti e Servizi di Pubblica Utilità e Sviluppo Sostenibile, Massimo Buscemi, è quello di porre in essere una norma, che attualmente è ancora al vaglio del Pirellone, che permetterà a proprietari e/o progettisti di creare l’impianto geotermico sottoscrivendo una autocertificazione che velocizzerà i tempi eliminando l’attuale iter burocratico.
È stato di recente completato da alcuni scienziati dell’università danese di Risø il primo test al mondo di una turbina eolica con un anemometro laser incorporato che permette di aumentare la produzione di energia elettrica. Torben Mikkelsen, docente alla Risø, ha dichiarato: “I risultati mostrano che questo sistema è in grado di predire la direzione del vento, raffiche di vento e turbolenze.
Realizzato il collaudo dell’impianto per la biostabilizzazione dei rifiuti realizzato dal Consorzio A.T.O. Ba 2 (Ambito territoriale ottimale) in collaborazione con AMIU Spa. Una conferenza stampa tenutasi nella sala della giunta del Comune di Bari ha illustrato alla stampa il funzionamento dello stabilimento costato 14 milioni di euro, interamente finanziati da fondi POR 2000-2006.
Il mondo del fotovoltaico è sempre in notevole sviluppo e, come potete leggere anche
Supercar e sostenibilità, un binomio non proprio diffuso, anzi, diciamo che sono due termini che stanno agli antipodi! Questo almeno, fino a poco tempo fa: il 2010 sarà, infatti, l’anno della “rivoluzione” per una delle più rinomate case automobilistiche mondiali…la Lamborghini. Parte quest’anno un progetto, annunciato nel 2009, che porterà la casa di Sant’Agata Bolognese a ridurre le proprie emissioni di CO2 del 35% entro il 2015.
Un importantissimo quanto audace progetto ha preso il via da qualche giorno in Scozia: produrre, entro il 2030, più energia di quella attualmente consumata, sfruttando l’energia prodotta da fonti rinnovabili, in particolare quella ricavata dal moto ondoso.
La neve, che negli ultimi giorni ha causato tanti disagi in Italia, soprattutto a quanti sono stati alle prese con treni o aerei, è, invece, attesa con ansia, ogni anno, dagli operatori turistici delle zone montane. Neve e vacanze fanno spesso rima con sci: sono migliaia le persone che praticano questo sport, più o meno seriamente, affollando, puntualmente in questo periodo, le innevate cime del bel paese e, analogamente, quelle di molti altri paesi del mondo.
Grazie alla crisi e all’efficienza energetica gli obiettivi europei del 2020 per l’Italia saranno più facili da raggiungere. Sono buone notizie per il nostro paese quelle portate ieri dall’ENEA alla commissione Ambiente del Senato. I nuovi numeri (vedi allegato) – elaborati dall’ente assieme a Erse e ministero dello Sviluppo Economico – ridimensionano lo sforzo necessario per arrivare, entro il 2020, a soddisfare con le rinnovabili quel 17% del fabbisogno di energia primaria, come ci richiede l’Eimpegno preso in Europa.