Pronto al via il mega-impianto fotovoltaico in Australia
23 giugno 2011 da Luigi V
Partono in Australia i lavori del più grande impianto fotovoltaico del paese, con una potenza installata di 150 MW derivante dai 650 mila pannelli fotovoltaici di cui esso è composto. Grazie a questo nuovissimo impianto sarà possibile soddisfare il fabbisogno di 45 mila famiglie, il tutto reso possibile dall’intesa tra FRV, Renewable Ventures, BP Solar e Pacific Hydro.
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Secondo quanto stimato dall’Autorità per l’energia elettrica ed il gas in occasione di un’audizione alla Commissione Ambiente alla Camera i costi di incentivazione per la crescita e lo sviluppo delle fonti rinnovabili costeranno circa 100 miliardi di euro tra il 2010 ed il 2020 con una ricaduta sulle bollette nel solo 2020 che oscilla tra i 10 e i 12 miliardi di euro.
Brusca frenata del governo, nella persona del Ministro dello Sviluppo Romani, sulle
Numerose sono le indagini che durante il trascorrere degli ultimi anni hanno delineato un’ Italia attenta alle questioni ambientali e sempre più improntata sul rispetto e sulla salvaguardia di un contesto ambientale divenuto oramai troppo fragile ed inquinato. Soprattutto negli ultimi anni, infatti, abbiamo assistito ad una spinta forte del Paese verso le energie alternative e
A qualche mese dall’approvazione della bozza del decreto rinnovabili 2020, si alzano già polemiche e malcontenti da parte di coloro che lavorano del settore delle
Per il sollievo di tutti noi consumatori sono ritornati in nostro soccorso i tanto attesi “ecoincentivi” validi per l’acquisto di cucine, moto ed elettrodomestici ad alta efficienza e a basso impatto ambientale.
Anche negli Usa è partita la guerra contro l’inquinamento e le emissioni nocive dei veicoli.
Il nucleare, come visto negli ultimi mesi, si sta pian piano inserendo nella nostra società tanto che secondo le principali previsioni, si paventa un ritorno a pieno regime di tale fonte energetica nel contesto italiano a partire dal 2011 ( tanto che qualcuno ha definito la data in questione “l’anno della rinascita nucleare”), eppure analizzando le tabelle di marcia stimate dal Governo sembra proprio che l’intero comparto viaggi con ben sei mesi di ritardo.
Secondo le parole di Simone Togni, il presidente dell’associazione nazionale energia del vento, il sistema dell’eolico italiano può respirare un po’.
Anche il mediterraneo diventa green grazie all’ausilio di cinque istituzioni finanziarie pubbliche di stampo europeo che hanno deciso di istituire un fondo comune pubblico al cui interno far confluire un capitale da poter investire in progetti a basso tenore di carbonio nei paesi mediterranei più poveri.
Pochi giorni fa il grido di allarme lanciato da Anev, insieme alle altre associazioni che operano nel settore eolico: oggi l’associazione nazionale dell’energia del vento ritorna alla carica per fare in modo che la propria voce venga ascoltata. Secondo gli studi e i calcoli effettuati dall’Anev, l’attuazione dell’articolo 45, disposto dalla manovra finanziaria, recentemente approvata dal governo italiano, avrebbe un effetto altamente negativo sul settore delle energie rinnovabili.
Nell’ultimo periodo parecchi sono i siti, i blog e le fanzine che parlano di risparmio energetico e di consumo critico, ma, nel dettaglio, cosa si intende per risparmio energetico, e quali sono le migliori strategie per metterlo veramente in pratica?
L’Antitrust segnala al Governo alcune importanti irregolarità che negli ultimi anni stanno emergendo in maniera sempre più frequente nel settore della produzione attinente alle energie rinnovabili.
Un vero e proprio putiferio: questo è quello che sta succedendo nel settore dei carburanti. Ci sono tre soggetti che stanno occupando la scena: le associazioni dei consumatori che non smettono di lanciare l’allarme contro il rincaro dei prezzi, la Figisc-Confcommercio (ovvero la federazione italiana gestori impianti stradali carburanti), che evidenzia svariati errori nel calcolo degli aumenti del prezzo della benzina, effettuato dalle associazioni che tutelano i consumatori.
I maggiori produttori di energie alternative scoprono con rammarico che, la tanto attesa Conferenza Unificata che avrebbe dovuto puntare l’attenzione sui nuovi assetti delle politiche volte al sostegno delle rinnovabili, non è stata purtroppo convocata.