“Il Nucleare conviene ed è sicuro”: a Cernobbio si scatenano nuove polemiche
7 settembre 2010 da EmanuelaMastrocinque
Il mondo si divide nuovamente in due tra chi sostiene che il Nucleare faccia bene all’ economia e chi, invece, la vede una scelta obsoleta e poco remunerativa, così si scalda nuovamente l’eterna diatriba tra sostenitori e contrari.
Ad aprire il via alle polemiche è stato il rapporto recentemente pubblicato da The European House-Ambrosetti : “ Il nucleare per l’economia, l’ambiente e lo sviluppo” e presentato nel forum di Cernobbio durante il fine settimana.
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Il nucleare in Italia sembra essere oramai piuttosto che un fatto concreto quasi una sorta di idea ancora fortemente indeterminata e quasi, a dir poco, vacillante.
Nel corso dello scorso anno, per la seconda volta consecutiva, sia negli Usa che nel vecchio continente, le fonti “verdi” hanno sorpassato le fonti fossili tradizionali, quindi in primis carbone, petrolio e gas, ma hanno battuto pure il nucleare.
A dirla così sembra quasi paradossale perché forse è proprio di paradosso che si tratta, una condizione questa che sembra destare una sorta di sottile ilarità, ma per comprendere la questione forse conviene fare un passo indietro! Ebbene si, solo in Italia accadono certe cose, solo in Italia possono avvenire tali esilaranti paradossi, in quanto proprio mentre si sta discutendo su come e quando riattrezzare le nuove centrali nucleari, il Governo cerca di trovare un posto adatto dove smaltire scorie e rifiuti nucleari prodotti più di 30 anni fa!
Il nucleare, come visto negli ultimi mesi, si sta pian piano inserendo nella nostra società tanto che secondo le principali previsioni, si paventa un ritorno a pieno regime di tale fonte energetica nel contesto italiano a partire dal 2011 ( tanto che qualcuno ha definito la data in questione “l’anno della rinascita nucleare”), eppure analizzando le tabelle di marcia stimate dal Governo sembra proprio che l’intero comparto viaggi con ben sei mesi di ritardo.
A riportarlo sembrerebbe quasi una “bufala”, data la bizzarria dei contenuti, eppure a quanto pare la notizia è vera e certificata e, a ben vedere, annuncia a nostro parere il profilarsi di uno scenario alquanto inquietante. Ma procediamo per gradi.
Nell’ultimo periodo, non è poi così difficile assistere a lunghi dibattiti volti a svelare i lati oscuri di una forma di energia piuttosto che un’altra, i sostenitori del nucleare tacciano le energie alternative come poco efficaci su larga scala e troppo dispendiose, mentre i sostenitori delle alternative accusano il nucleare di essere una fonte energetica obsoleta, dispendiosa e soprattutto pericolosa, ma allora, quale di queste realmente potrebbe rivelarsi adatta?
Per alcuni, un attesissimo momento, per altri un semplice evento sulle energie alternative, per qualcun altro, invece, una manifestazione subdola ed ambigua! Parliamo del Festival dell’Energia che si è tenuto nei scorsi giorni a Lecce.
A quasi un anno dall’approvazione della oramai oltremodo famosa legge delega sul nucleare e a circa 2 mesi dalla relativa pubblicazione del testo sulla Gazzetta Ufficiale, il quadro legislativo che dovrebbe disciplinare il ritorno del nucleare nei territori italiani sembra essere ancora assolutamente confuso, disordinato e molto poco lineare.
La Puglia di mettersi in casa centrali e impianti nucleari proprio non ne ha voglia, (e come darle torto d’altronde), ed ecco che alza nuovamente le barricate rivendicando il proprio diritto alla salute.
A quanto pare l’Italia sembra essersi divisa in due, da un lato troviamo un Governo sempre più attento a ricercare le giuste strategie di marketing per poter promuovere un nucleare fondamentalmente guardato dai cittadini con sospetto, mentre dall’altro si presenta coerente uno zoccolo duro che all’entrata del nucleare proprio non si vuole abituare.
Tempi di stravolgimenti questi, tempi di rivoluzioni culturali e di scoperte scientifiche, tempi di investimenti sbagliati e scelte azzardate, e in questo panorama così confuso come quello del ventunesimo secolo sembra che ancora non siano abbastanza chiare le sorti del Pianeta Terra.
Ad una prima analisi piuttosto sommaria, emerge un’apparente convenienza dettata dall’introduzione del nucleare che sembra avere costi molto bassi rispetto alle altre fonti di energia, questo perché il costo solitamente non include una serie di spese accessorie, addebitate ai cittadini, impiegate per sostenere, realizzare, gestire e infine smantellare una centrale nucleare.
Proprio nelle ultime ore è stato firmato, come oramai noto,
Quale modo migliore per convincere gli italiani che il ritorno al nucleare è sicuro e quanto mai necessario, se non l’utilizzo di uno dei maggiori canali di comunicazione di massa come il Televisore?
Legambiente ha pubblicato sul proprio portale il consueto rapporto sull’eco-sostenibilità e lo sviluppo delle energie alternative nei vari comuni italiani.
Il Ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, pur non potendosi presentare alla Fiera dedicata alle Rinnovabili che chiuderà i battenti il 21 Marzo prossimo, ha ugualmente inviato un comunicato che mette in luce intenti e misure che il Governo ha deciso di attuare in merito alla nuova adozione di energie rinnovabili nel contesto italiano.
In un clima politico così teso e pungente è impossibile non tornare a parlare di Nucleare, e soprattutto non è possibile eludere dal discorso la diatriba in atto tra i candidati alle prossime elezioni regionali dichiaratisi a favore del nucleare, e la nota associazione ambientalista Greenpeace.
A quanto pare nel mondo della politica e degli interessi, non c’è mai limite al peggio, come dimostra la denuncia che la candidata alla Regione Lazio, Renata Poverini, ha sporto contro la nota associazione ambientalista Greenpeace.