L’imprevedibilità rende poco plausibile il nucleare
3 gennaio 2012 da Michele P
L’energia nucleare è una delle forme meno astute di produzione di energia. Per quanto si possano costruire centrali superspettacolari, piene di misure di sicurezza, dovrai comunque fare i conti con due fattori: l’imprevedibilità umana e l’imprevedibilità della natura. L’imprevedibilità umana ha provocato il disastro di Chernobyl. L’imprevedibilità della natura quello di Fukushima.
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Quando un prodotto rende e funziona, è naturale che le sue vendite aumentino, e che conseguentemente, i costi si abbattono. Si tratta di banali leggi di mercato che ben presto porteranno ad un abbattimento dei costi degli impianti basati su
I cittadini hanno una paura irrazionale verso una
La statunitense Nuclear Regulatory Commission ha emesso nuove raccomandazioni per migliorare la sicurezza dei reattori in territorio statunitense, in risposta al disastro nucleare di Fukushima Daiichi in Giappone, di quattro mesi fa.
È opinione diffusa che le centrali nucleari siano nocive e che facciano male alla salute. Purtroppo non esiste un’informazione adeguata in merito, è proprio questo il motivo che spinge la maggior parte delle persone ad esserne contraria.
La scienziata toscana Margherita Hack asserisce “Sono convinta che ci sia bisogno del nucleare. Ci sono molte paure irrazionali ma non si può decidere sull’onda dell’emozione. Serve razionalità. È proprio il mio ambientalismo che mi fa dire sì: il nucleare è la fonte che, tutto sommato, inquina meno.” E continua: “Fare un referendum ora significherebbe solo buttare soldi perché è ovvio che con la paura non si può trasformare un Paese in un mondo di scienziati che valutano razionalmente i rischi e i non rischi”.
Fonti rinnovabili sempre più nella vita quotidiana, e da un pò di tempo ha spopolato anche sugli edifici della cultura come la Maison de l’Air, un museo di Parigi che si trova su un’altura e che oltre a fornire un’attrazione turistica è anche un punto di partenza per realizzare dei tetti sempre più rinnovabili tra fotovoltaico ed eolico.
Destini diversi per Italia e Germania riguardo al nucleare. Da una parte Silvio Berlusconi che spinge affinchè venga realizzato per soddisfare il fabbisogno energetico nazionale, dall’altro il cancelliere tedesco Angela Merkel che annuncia il ritiro delle centrali nucleari dal territorio tedesco alla luce di quanto sta accadendo in Giappone.
Frenata da parte del Governo sul Nucleare, forse complici anche gli eventi che stanno mostrando la fragilità degli impianti di fronte alla forza della natura. A tal proposito è intervenuto il Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani che è stato il portavoce di questo passo indietro sul nucleare.
Ottime novità sul fronte ambientale per quanto concerne il Protocollo di Kyoto, sembra infatti che l’Italia sia in linea con gli obiettivi prefissati dal protocollo grazie ad un oculato utilizzo del petrolio, forse dovuto anche alla crisi, e ad un incremento di energia derivante da fonti rinnovabili.
Dopo quasi 25 anni dall’avvenuto disastro
Brusca frenata del governo, nella persona del Ministro dello Sviluppo Romani, sulle