Google investirà nel settore eolico
5 maggio 2010 da Pask
Google, una delle società più attive anche nel rispetto all’ambiente e molto attratta dalle varie iniziative ecologiche che già nel passato ha intrapreso, ha di recente diffuso un comunicato, in cui dichiara che investirà per la prima volta nella sua storia, in un progetto di energia rinnovabile su larga scala. Si tratta di oltre 38,8 milioni di dollari, che verranno investiti da Google, per aiutare la realizzazione di un parco eolico nel Nord Dakota, soddisfacendo le esigenze energetiche di oltre 55mila case.
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In Danimarca e, più in generale nei paesi scandinavi, il settore delle energie rinnovabili è stato negli ultimi anni senza dubbio uno dei più sviluppati e anche incentivati.
Ultimamente sono numerose le notizie che riguardano il settore eolico, in particolar modo i progetti che si riferiscono ai parchi eolici off shore. Negli Stati uniti, l’esecutivo capitanato da Obama, ha approvato la realizzazione della prima struttura eolica off shore.
Il paese tedesco ha dato i natali ieri al primo parco eolico offshore di tutto il territorio: stiamo parlando di un progetto davvero senza eguali, che permette di pensare in grande per quanto riguarda l’approvvigionamento energetico in tutta la Germania.
In Danimarca, si sa, l’energia rinnovabile e il suo sviluppo vengono posti sempre in posizione di preferenza.
Ormai sono giunti quasi al termine i lavori per la realizzazione del primo lotto dell’impianto a biomasse a Pistoia, più precisamente a Sammommè.
L’Energia eolica potrebbe fare un ulteriore passo in avanti in Gran Bretagna: è infatti di pochi giorni fa la notizia che la Siemens ha proposto un investimento da oltre 75 milioni di sterline.
L’energia eolica solitamente deriva dalle turbine, applicate su territori specifici, particolarmente ventosi.
E’ ancora la Norvegia sugli scudi per quanto riguarda l’energia rinnovabile, in particolar modo l’energia eolica.
La diga idroelettrica che dovrebbe essere costruita in Brasile, fa sempre parlare di sé. Un progetto, attuato dal governo, veramente colossale, che però ha suscitato numerose proteste e polemiche, dopo che è stato approvato anche dall’IBAMA.