Pestalotiopsis microspora, il fungo mangiaplastica
8 febbraio 2012 da Federico CAbbiamo parlato poco tempo fa della grandissima isola galleggiante completamente formata di plastica, e delle difficoltà incontrate per smaltirla.
Tags: ambiente, biomassa, discariche, inquinamento, riciclaggio plastica, Riciclo, rifiuti, rinnovabili, sostenibile, sostenibilità
Il ministro dell’
Con alcuni giorni di 
Nel mondo in cui il mondo ecologico cresce e si estende sempre verso nuove frontiere nascono anche degli nuovi pneumatici che consentono grazie ad una maggiore leggerezza di produrre un minore
TerniGreen comunica, che è stata completata l’esecuzione del primo lotto dei lavori di
Quando state preparandovi una bella tazzina di caffè, e vi accingete a buttare il fondo della macchinetta precedente, sappiate che quel fondo potreste ritrovarvelo tra i piedi quando meno ve lo aspettereste. In Inghilterra, infatti, c’è un’ azienda, la Re-Worked, formata da un gruppo di ingegneri e desiner, che intende riutilizzare i fondi del caffè, che ormai non trovano più alcun impiego, come materiale per produrre tavoli, sedie e quant’altro.
Crescono le ecomafie, in tutta Italia senza distinzioni, è questo il bilancio di Legambiente evidenziato nel rapporto Ecomafia 2011. Secondo questi dati infatti nel 2010 sono addirittura 30 mila gli illeciti ambientali dello scorso anno, vale a dire 3.5 illeciti all’ora che hanno fruttato, sempre secondo le stime, 19.3 miliardi di euro.
I problemi legati ai rifiuti non sono una prerogativa tutta italiana, tutti i paesi europei sono soggetti a tale problematica. L’alta produzione sia di rifiuti urbani che di rifiuti industriali, legata alla difficoltà di un corretto smaltimento costituisce uno dei capitoli della crisi ambientale della nostra società contemporanea. Un business assai redditizio che muove ogni anno migliaia di miliardi.
In Italia si producono circa 32 milioni di tonnellate di rifiuti urbani all’anno e circa il 30% viene recuperato con la raccolta differenziata. La produzione di rifiuti industriali si stima attorno ai 24 milioni di tonnellate all’anno, di cui una buona parte è rappresentata dai rifiuti pericolosi ex tossiconocivi. Il destino di questi ultimi rifiuti è molto più incerto di quello riservato ai rifiuti urbani.
In un processo di termovalorizzazione di RSU vengono prodotti diversi tipi di residui solidi (scorie), per i quali è bene fare subito una distinzione per capire cosa sono questi residui e sulla pericolosità degli stessi.
La termovalorizzazione dei rifiuti solidi urbani, offre la possibilità di ottenere energia dalla combustione dei rifiuti, rappresentando oggi una forma di recupero sicura e vantaggiosa. Per questo motivo la termovalorizzazione è da considerarsi come parte integrante del sistema di gestione degli R.S.U., sopratutto nei paesi industrializzati.
La situazione di rifiuti appare notevolmente diversificata nelle tre macroaree geografiche Nord, Centro e Sud. Infatti, mentre il Nord, con una percentuale pari al 45,5%, supera l’obiettivo del 45% fissato dalla normativa, il Centro, con il 22,9% ed il Sud, con il 14,7%, risultano ancora decisamente lontani dal target fissato dai legislatori.