La Lombardia liberalizza la geotermia
10 gennaio 2010 da Dom
La Regione Lombardia mira alla liberalizzazione, o meglio alla semplificazione delle procedure per la perforazione di pozzi per la produzione di energia geotermica a bassa temperatura. L’obiettivo, come anticipato dall’assessore alle Reti e Servizi di Pubblica Utilità e Sviluppo Sostenibile, Massimo Buscemi, è quello di porre in essere una norma, che attualmente è ancora al vaglio del Pirellone, che permetterà a proprietari e/o progettisti di creare l’impianto geotermico sottoscrivendo una autocertificazione che velocizzerà i tempi eliminando l’attuale iter burocratico.
Successivamente alla loro certificazione, gli impianti saranno ispezionati dai Comuni che, in caso di irregolarità, provvederanno all’emissione di ingenti sanzioni.
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È stato di recente completato da alcuni scienziati dell’università danese di Risø il primo test al mondo di una turbina eolica con un anemometro laser incorporato che permette di aumentare la produzione di energia elettrica. Torben Mikkelsen, docente alla Risø, ha dichiarato: “I risultati mostrano che questo sistema è in grado di predire la direzione del vento, raffiche di vento e turbolenze.
Realizzato il collaudo dell’impianto per la biostabilizzazione dei rifiuti realizzato dal Consorzio A.T.O. Ba 2 (Ambito territoriale ottimale) in collaborazione con AMIU Spa. Una conferenza stampa tenutasi nella sala della giunta del Comune di Bari ha illustrato alla stampa il funzionamento dello stabilimento costato 14 milioni di euro, interamente finanziati da fondi POR 2000-2006.
Il mondo del fotovoltaico è sempre in notevole sviluppo e, come potete leggere anche
“La Torcia su Roma” è partita due giorni fa da Milano: una fiaccola alimentata da fonti pulite che accompagnerà la nuova edizione – siamo ormai giunti al sesto anno – di “M’illumino di meno”, campagna di sensibilizzazione alla sostenibilità energetica promossa dalla trasmissione di Radio 2 Caterpillar.
Interessante intervento del Ministero dello Sviluppo Economico per favorire lo sviluppo delle piccole e medie imprese, agevolando la ripresa economica nel nostro paese e, al tempo stesso, sostenere progetti di ricerca ed innovazione che puntino sulle energie rinnovabili.
Tre anni di test (2010 – 2012), 14 camion Volvo FH impegnati, 28 milioni di euro, di cui 8 finanziati dall’Unione Europea, più di 7 società coinvolte: sono questi i numeri del progetto europeo, rientrante nel programma quadro FP7-Energy dell’UE, per lo sviluppo e la produzione su vasta scala di Bio – Di-Metil-Etere (DME), coordinato da Volvo Trucks. Il DME è un gas ad oggi utilizzato prevalentemente nelle bombole spray; esso può essere prodotto a partire dal gas naturale e da vari tipi di biomasse, in quest’ultimo caso prende il nome di Bio-DME.
Un importantissimo quanto audace progetto ha preso il via da qualche giorno in Scozia: produrre, entro il 2030, più energia di quella attualmente consumata, sfruttando l’energia prodotta da fonti rinnovabili, in particolare quella ricavata dal moto ondoso.
re Enel Green Power ha messo in funzione altri 12 MW di capacità eolica in Francia, a seguito dell’installazione di 6 turbine da 2 MW ciascuna a La Druine, nella regione di Champagne Ardenne, Francia settentrionale.
L’associazione aquiloni e rinnovabili riporta subito alla mente il noto progetto KiteGen, idea partorita dalla mente di Massimo Ippolito, in cui si applica il principio kitesurfing alla produzione di energia eolica. Un’idea così allettante da aver spinto la società Minesto, spin-off anglo-svedese del gruppo Saab, a portare il concetto dall’alte quote atmosferiche ai fondali marini.