Pannelli fotovoltaici low cost dagli USA
10 aprile 2010 da Dom
Novità dagli Stati Uniti, dall’Università di Princeton per essere precisi, dove un gruppo di ingegneri, guidati dalla professoressa Yueh-Lin Loo, pare abbia trovato il modo per tagliare drasticamente i costi di produzione dei pannelli fotovoltaici facendo così felici milioni di persone in tutto il mondo. Come pubblicato anche sulla rivista scientifica National Academy of Sciences, gli avveniristici pannelli sarebbero composti da celle realizzate non con i materiali tradizionali, bensì in plastica, mantenendo comunque una efficienza elevata.
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Nel panorama economico mondiale spesso si è puntato il dito contro la Cina e la sua scarsa attenzione all’ambiente: il gigante asiatico, che ormai da tempo è entrato in modo prorompente a far parte delle potenze globali, ha da sempre tralasciato, nell’ambito del suo sviluppo industriale, il lato ambientale.
Secondo quanto previsto da un nuovo documento programmatico, il governo americano ha diffuso delle raccomandazioni, a cui devono attenersi tutte le imprese che costruiscono i parchi eolici, in modo che ci sia il minor impatto ambientale possibile.
Lo sfruttamento di fonti rinnovabili per la produzione di energia pulita è in continua evoluzione e, indubbiamente, vede alcune fonti energetiche premiate rispetto ad altre. Tuttavia, alcuni sistemi stanno avendo piccole rivincite su quanti, inizialmente, non credevano nel loro utilizzo.
Arriva dagli Stati Uniti l’annuncio di una scoperta che potrebbe rivoluzionare il mondo delle energie rinnovabili, in particolare del fotovoltaico. I ricercatori dei Sandia National Laboratories – laboratorio del Department of Energy statunitense, che si occupa principalmente di ricerche nucleari in campo militare – hanno sviluppato celle micro-fotovoltaiche (glitter): prodotte da cristalli di silicio, hanno uno spessore compreso tra i 14 e i 20 micrometri (un capello umano è circa 70) ma la stessa efficienza delle celle attuali.