Frenata del governo sul Nucleare
Frenata da parte del Governo sul Nucleare, forse complici anche gli eventi che stanno mostrando la fragilità degli impianti di fronte alla forza della natura. A tal proposito è intervenuto il Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani che è stato il portavoce di questo passo indietro sul nucleare.
Situazione degli
Interpellato riguardo al
Annuncio ufficiale del Ministro dell’Ambiente,
Ormai è fatta per il
Brusca frenata del governo, nella persona del Ministro dello Sviluppo Romani, sulle
Numerose sono le indagini che durante il trascorrere degli ultimi anni hanno delineato un’ Italia attenta alle questioni ambientali e sempre più improntata sul rispetto e sulla salvaguardia di un contesto ambientale divenuto oramai troppo fragile ed inquinato. Soprattutto negli ultimi anni, infatti, abbiamo assistito ad una spinta forte del Paese verso le energie alternative e
A qualche mese dall’approvazione della bozza del decreto rinnovabili 2020, si alzano già polemiche e malcontenti da parte di coloro che lavorano del settore delle
Un nuovo freno allo sviluppo del nucleare. Nelle ultime ore, infatti, si è a lungo dibattuto sul ruolo delle Regioni rispetto alla questione del
Per il sollievo di tutti noi consumatori sono ritornati in nostro soccorso i tanto attesi “ecoincentivi” validi per l’acquisto di cucine, moto ed elettrodomestici ad alta efficienza e a basso impatto ambientale.
Anche negli Usa è partita la guerra contro l’inquinamento e le emissioni nocive dei veicoli.
Il nucleare, come visto negli ultimi mesi, si sta pian piano inserendo nella nostra società tanto che secondo le principali previsioni, si paventa un ritorno a pieno regime di tale fonte energetica nel contesto italiano a partire dal 2011 ( tanto che qualcuno ha definito la data in questione “l’anno della rinascita nucleare”), eppure analizzando le tabelle di marcia stimate dal Governo sembra proprio che l’intero comparto viaggi con ben sei mesi di ritardo.
Secondo le parole di Simone Togni, il presidente dell’associazione nazionale energia del vento, il sistema dell’eolico italiano può respirare un po’.
Anche il mediterraneo diventa green grazie all’ausilio di cinque istituzioni finanziarie pubbliche di stampo europeo che hanno deciso di istituire un fondo comune pubblico al cui interno far confluire un capitale da poter investire in progetti a basso tenore di carbonio nei paesi mediterranei più poveri.
Pochi giorni fa il grido di allarme lanciato da Anev, insieme alle altre associazioni che operano nel settore eolico: oggi l’associazione nazionale dell’energia del vento ritorna alla carica per fare in modo che la propria voce venga ascoltata. Secondo gli studi e i calcoli effettuati dall’Anev, l’attuazione dell’articolo 45, disposto dalla manovra finanziaria, recentemente approvata dal governo italiano, avrebbe un effetto altamente negativo sul settore delle energie rinnovabili.