Introduzione ai rifiuti

Le problematiche connesse alla produzione dei rifiuti hanno assunto negli ultimi decenni proporzioni sempre maggiori in relazione al miglioramento delle condizioni economiche, al veloce progredire dello sviluppo industriale, all’incremento della popolazione e delle aree urbane.

La produzione dei rifiuti è aumentata quale sintomo della crescita economica e dall’aumento dei consumi. La diversificazione dei processi produttivi ha inoltre moltiplicato le tipologie di rifiuti, generando impatti sempre più pesanti sull’ambiente e sulla salute.

Una volta che i rifiuti vengono prodotti, si pone il problema della loro gestione. Il problema dello smaltimento eco-compatibile dei rifiuti è una questione complessa, da affrontare in chiave sociale, economica, ambientale, con l’obiettivo generale dell’uso razionale e sostenibile delle risorse.

Una corretta politica di gestione dei rifiuti deve essere globale, attenta in pratica a tutto il ciclo del prodotto che a fine vita diventa rifiuto. Per questo motivo è importante tenerne conto sin dalla progettazione del bene e, successivamente, nelle varie fasi della sua vita: produzione, distribuzione e consumo.

Risulta quindi evidente, la necessità di azioni preventive finalizzate a diminuire la produzione dei rifiuti dei rifiuti alla fonte, incoraggiare il recupero nelle forme del riutilizzo, del riciclaggio e del recupero energetico, in particolare incentivando le raccolte selettive. D’ altra parte è indispensabile cercare di garantire la sostenibilità dello smaltimento attraverso una rete di impianti dotati delle migliori tecnologie disponibili e forme di recupero (trattamento con produzione di CDR, compost, e recupero energetico).

In Italia il decreto Ronchi ha portato grossi cambiamenti nella gestione dei rifiuti, introducendo un nuovo concetto di gestire il rifiuto come una risorsa, portando ad un incremento sostanziale della quota di raccolta differenziata e di recupero energetico.

L’Italia arranca cercando di portarsi ai livelli delle altre nazioni europee, che già da molti anni gestiscono i rifiuti in maniera integrata.La crescita del numero di impianti di incenerimento dei rifiuti solidi urbani ovvero la termovalorizzazione dei rifiuti, porterà il problema, già tragicamente attuale agli occhi di tutti, della gestione dei residui di questo processo industriale, cui sarebbe meglio far fronte in anticipo, prendendo esempio da quei paesi come Danimarca, Francia, Germania e Giappone che riescono a chiudere il ciclo recuperando anche queste frazioni, limitando così l’uso in discarica alle sole frazioni non più valorizzabili. Partendo da questo scopo, il decreto Ronchi disciplina per l’Italia il modo di gestire i rifiuti, applicando le direttive europee e portando grossi cambiamenti nel nostro paese.

Per quanto riguarda la termovalorizzazione dei rifiuti, l’accettabilità sociale gioca un ruolo importante limitando e ritardando spesso la costruzione degli impianti.

La maggior parte delle critiche mosse alla termovalorizzazione riguardano la produzione di diossine e il fatto che possano generare scorie tossiche. A riguardo di questi timori, occorre evidenziare, che la legge impone limiti molto restrittivi sull’e missioni gassose. I termovalorizzatori, specie i più nuovi, emettono gas molto al di sotto di questi limiti. Spesso la confusione su cosa siano le ceneri prodotte dall’incenerimento dei R.S.U. è voluta e viene impiegata unicamente per confondere le idee di chi non padronizza la conoscenza. A tal proposito ci proponiamoe di dare un quadro generale della situazione di gestione dei rifiuti in Italia, ponendo l’attenzione sulla modalità di smaltimento delle ceneri pesanti residue dal processo di termovalorizzazione, approfondendo la questione sulla pericolosità e composizione delle scorie pesanti e sul loro possibile utilizzo come materia prima nella produzione del cemento.

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