Biocarburanti: presto arriverà il combustibile ottenuto dalla canna nostrana

Il dibattito sui Bio-carburanti sembra destinato a non chiudersi per ora, difatti sono numerose le disquisizioni relative all’utilizzo o meno di carburanti ottenuti attraverso la lavorazione delle piante, in alternativa ai combustibili fossili quali il petrolio.

Purtroppo, per quanto riguarda l’Italia, pare che non si sia ancora manifestata una volontà seria di iniziare ad utilizzare questa tipologia di prodotto certamente meno inquinante, e anche per quanto concerne il contesto internazionale (a parte Brasile e USA), non si assiste ad un’espansione massiccia di tali carburanti.

Quali sono allora le motivazioni di tali freni?

In primis sono numerosi i gruppi e le associazioni che hanno osteggiato i bio-carburanti perchè ritenuti poco convenienti, mentre invece altri ne hanno fatto una vera e propria questione etica perché ritengono immorale destinare ettari ed ettari di terreno alle coltivazioni atte alla raffinazione di piante destinante  al l’ottenimento del carburante mentre centinaia di persone muoiono di fame.

C’è però chi afferma che questi sono punti di vista assolutamente opinabili, e che l’utilizzo espanso dei bio-carburanti porterebbe in realtà numerosi benefici a tutta la popolazione mondiale e non solo a quella occidentale.

Ad esempio in Brasile l‘etanolo estratto dalla canna da zucchero viene utilizzato oramai già da tempo come combustibile per auto, ma dato che in Europa la canna da zucchero manca, si sta già pensando di procedere ad un nuovo sistema di utilizzo della nostra comune canna di bambù.

Ricordiamo infatti che la canna comune che cresce ai bordi delle strade anche nelle nostre regioni, quindi anche quest’ultime possono essere sottoposte ad un processo attraverso cui ottenere etanolo.

C’è chi vede in questa scoperta la vera rivoluzione del nostro secolo, chi solo una buona opportunità in ogni caso a noi non resta che seguire l’evoluzione della questione e rendervi partecipi.

Comments

No comments yet. Why don’t you start the discussion?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *