Geotermia: quali gli aspetti salienti di questa fonte troppo poco sfruttata?

C’è da dire che, se da un lato ritroviamo un’attenzione sempre più massiccia su temi quali ambientassimo, riduzione dei consumi, risparmio energetico ed utilizzo di energie alternative, dall’altro ritroviamo però una scarsa considerazione di alcune fonti rinnovabili particolarmente produttive, come potrebbe ad essere (ad esempio) la geotermia.


A “stanare” questa problematica, il Consiglio geotermico europeo (EGEC) in collaborazione con l‘Associazione geotermica americana (GEA) che, nella conferenza Geopower Europe 2010 tenutasi a Parigi, hanno quasi lanciato una sorta di allarme.

La geotermia è poco conosciuta e di conseguenza poco sfruttata, nonostante sia una fonte energetica dalle tradizioni secolari,  quindi sicura, affidabile e conveniente, e soprattutto l‘unica -insieme all’idroelettrico– capace di assicurare altresì una produzone di base che sia quindi ciclica e soprattutto continua, ovvero sia di notte che di giorno, il tutto senza avere un minimo impatto sull’ambiente o sul clima.

Così in maniera del tutto pulita, la geotermia soddisfa fette di mercato sempre più ingenti, fornendo  alle reti elettriche nazionali di almeno 10 Paesi, buona parte dell‘energia necessaria, tanto che in Islanda raggiunge ben il 27% dell’energia elettrica dell’intero Paese.

Ma anche l’Italia ha investito in tal senso, tanto che la Toscana figura come una delle regioni maggiormente impegnate nello sfruttamento di impianti geotermici in grado di coprire, da soli, ben il 25% del fabbisogno elettrico della Regione.

Insomma, stiama parlando di una tecnologia in forte espansione su cui, proprio negli ultimi anni, si stanno concentrando numerose equipe di ricerca, al fine di perfezionare tecnologie geotermiche che in breve tempo potrebbero condurre ad un aumento esponenziale delle varie potenzialità nascoste di questa fonte.

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