Minieolico domestico e aziendale: un investimento sicuro?

I sistemi eolici di piccola taglia, denominati minieolici, grazie alle loro dimensioni ridotte e alla semplicità dell’installazione, si inseriscono molto bene all’interno di insediamenti di privati o di aziende. Il numero di soggetti che si rivolgono a questa particolare forma di sfruttamento dell’energia eolica è in costante aumento poiché permette di affrancarsi dai tipi di approvvigionamento energetico tradizionali e inquinanti e inoltre permette di dare un proprio personale contributo in termini di sostenibilità ambientale.

Ci sono diverse tipologie di impianti volte a soddisfare le esigenze sia dei privati che delle aziende, le quali vengono classificate in base alla tecnologia utilizzata:

impianti ad asse orizzontale (bipala, tripala, multipala). Sono i più diffusi, derivati dalla tecnologia delle grandi centrali eoliche. Il rotore è disposto verticalmente e si orienta inseguendo la direzione del vento;

impianti ad asse verticale. Il rotore si presenta in svariate forme e geometrie sulla base della soluzione tecnica individuata dal singolo produttore. Hanno caratteristiche interessanti in termini di robustezza e silenziosità anche se in genere sono più costosi dei precedenti.

Per tutti coloro che vogliono autoprodurre energia elettrica attraverso lo sfruttamento del vento, che ad oggi rappresenta una delle fonti rinnovabili più pulite, bisogna tener conto che per l’installazione di un impianto minieolico sono presenti una serie di incentivi statali. Il nuovo regime di incentivazioni fa riferimento al decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 6 Luglio 2012, all’interno del quale sono stati stabiliti i nuovi incentivi per il minieolico di cui si potrà beneficiare nel triennio 2013-2015. Dal 1 Gennaio 2013 il nuovo sistema di incentivi statali si rivolge:

  • agli impianti di minieolico da 1 a 20 kW di potenza: tariffa onnicomprensiva di 0,291 euro per kWh prodotto

  • agli impianti di minieolico da 20 a 200 kW di potenza: tariffa onnicomprensiva di 0,268 euro per kWh prodotto

Il suddetto decreto stabilisce inoltre che gli impianti di minieolico caratterizzati da una potenza fino a un massimo di 60 kW non sono soggetti all’iscrizione al registro impianti, quindi si può in questo caso beneficiare di un iter procedurale molto più semplificato.

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