L’AD di Eni spara sul fotovoltaico

Parlando di energie rinnovabili noi, come tutti quelli che si occupano di informazione in questo settore, puntiamo il dito su due aspetti fondamentali dell’argomento: quello economico e quello ambientale.

Tuttavia, un lato per niente trascurabile del cammino verso lo sviluppo sostenibile è indubbiamente quello politico, fatto sì di interventi delle pubbliche amministrazioni a sostegno delle fonti pulite, ma anche dello scontro aperto tra i sostenitori di queste ultime ed i loro detrattori, per lo più personaggi invischiati, come è facile immaginare, nel campo delle fonti energetiche tradizionali.

E così, proprio mentre da tutto il mondo arrivano notizie sull’impegno profuso da migliaia di società, grandi o piccole che siano, per favorire lo sviluppo delle fonti rinnovabili, e, soprattutto, riguardo alle ottime politiche adottate da grandi colossi dell’energia e/o dell’elettronica mondiale i quali hanno capito l’importanza di saltare sul treno della green economy, in Italia, l’amministratore delegato della più grande compagnia energetica nostrana rilascia una dichiarazione che ha del fantascientifico.

Due giorni fa Paolo Scaroni, CEO di Eni, in un intervento al World Economic Outlook Conference, ha definito una “fortuna” il fatto che le energie rinnovabili coprano, attualmente, solo una piccola parte del mix energetico poiché, a suo dire, un utilizzo elevato di tali risorse comporterebbe un aumento delle bollette pagate dai consumatori, per via della differenza fra il costo delle energie fossili e quello più elevato delle rinnovabili. Il numero uno della compagnia fondata da Mattei ha rincarato la dose sostenendo che, se anche l’intero territorio della nostra penisola venisse ricoperto da pannelli solari, costringendo la gente a vivere in barca, saremmo in grado di produrre appena un quarto del fabbisogno energetico nazionale.

Insomma, mentre l’UE promuove l’impegno dei vari Stati nel raggiungimento di una quota accettabile di energia prodotta da fonti rinnovabili, e molti studi vedono quello italiano come uno dei territori con maggiori potenzialità grazie al suo clima favorevole, Scaroni sembra essere estraneo al tutto ignorando che basterebbero appena 1000 kmq – vale a dire neanche lo 0,4% del territorio – per coprire il 25% del nostro fabbisogno energetico.

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