Quanto vale la riqualificazione edilizia per il risparmio energetico

La fiera Saie 2009 si è conclusa il 31 ottobre scorso ed è stata un’ottima occasione di riflessione per fare il punto della situazione. Nel sottosalone Saie Energia è emersa la sempre maggiore consapevolezza che i diversi settori produttivi devono instaurare una forte collaborare per ottenere i migliori risultati nello sviluppo sostenibile, unica via d’uscita per il futuro.

L’interdisciplinarietà produttiva è dunque un fattore determinante e fondamentale.

Un esempio ci è dato ancora una volta dal settore edile e quello ambientale e i numeri confermano la necessità che i due settori vadano a braccietto. Dal rapporto Saienergia 2009 “Energia e costruzioni. L’efficienza energetica in edilizia fra benessere, risparmio e ambiente”, il primo rapporto su energia e costruzioni realizzato da Cresme per SAIENERGIA propone un’analisi approfondita dello scenario energetico italiano e delle potenzialità di intervento a livello di riqualificazione edilizia, in un contesto – quello delle costruzioni – dove il termine “energia” e tutte le sue numerose implicazioni non sono più né una rarità né tantomeno un’opzione.

Da impianti locali di generazione dell’energia come “vezzo tecnologico” per pochi utenti illuminati a normale voce di capitolato, dall’aggettivo “alternative” (come se un’alternativa ci fosse) a quello più corretto e scientifico di “rinnovabili” per indicare le fonti energetiche di origine non fossile: l’intero scenario che ruota attorno al tema dell’energia nelle costruzioni ha visto infatti negli ultimi anni non solo una vera “esplosione” di numeri – le percentuali di crescita delle applicazioni, i prodotti sul mercato, i kW prodotti – ma anche una sorta di “normalizzazione” del fenomeno, la sua ormai ampia diffusione nelle richieste dell’utente finale, nelle prescrizioni di capitolato, perfino nel parlato comune.

Un fenomeno che non è più possibile ormai inquadrare come “di nicchia”, le cui ripercussioni in termini di mercato e potenzialità economiche sono probabilmente solo all’inizio e che diventa sempre più urgente in quanto a misure da adottare per incrementare l’efficienza energetica diffusa, ridurre le emissioni di gas serra e aumentare la quantità di energia ricavata da fonti rinnovabili, come richiesto dal “pacchetto clima 20-20-20” della Commissione Europea per l’intera Unione.

Un provvedimento che vede l’Italia ancora indietro nel raggiungimento dell’obiettivo del 17% di energia proveniente da fonti rinnovabili nel 2020, a fronte di una stima pari a circa l’8,5% nel 2008.

A tali premesse bisogna inoltre aggiungere due fattori che rendono la situazione nazionale ancora più critica:

  • in primo luogo la fortissima dipendenza da fonti energetiche esterne al territorio nazionale, e
  • in secondo luogo un “parco edilizio” le cui caratteristiche di efficienza energetica sono a dir poco di livello minimo, e i cui margini di miglioramento sono invece amplissimi.

Attraverso l’analisi delle abitazioni esistenti e un rilevamento compiuto su un campione di utenti di edilizia residenziale, il rapporto presenta una serie di soluzioni tecniche che permettono un aumento dell’efficienza energetica associato a un miglioramento nel livello di comfort dell’utenza, una stima di quali siano le potenzialità di mercato nell’edilizia residenziale nei vari ambiti di intervento (infissi, coperture, impianti, ecc.), un’analisi di quanta parte della popolazione è intervenuta o intende intervenire sulla propria abitazione per migliorarne l’efficienza energetica e di qual è il livello medio di conoscenza sulle possibilità offerte da mercato e legislazione, e infine il punto di vista di alcune associazioni di categoria sulle iniziative da intraprendere in diversi settori – innovazione di prodotto e di processo, livello normativo, diffusione delle informazioni, ecc.

Cinque sono i settori interessati dal rapporto SAIENERGIA:

  • Chiusure verticali trasparenti (infissi e sistemi vetrati).
  • Chiusure verticali opache (sistemi parete e isolanti).
  • Chiusure orizzontali (sistemi tetto, isolanti).
  • Sistemi di climatizzazione.
  • Impianti di produzione di energia.

Per ciascuno di questi la ricerca ha stimato quale sia il potenziale di intervento, tradotto in termini di numero di unità, metri quadri, ecc.

Da tale stima ad esempio è risultato che:

  • dei circa 137 milioni di finestre esistenti in Italia al 2008, il numero degli infissi potenziale oggetto di sostituzione nei prossimi 5-10 anni è di quasi 23 milioni di unità;
  • dei circa 3 miliardi di metri quadri che al 2008 costituiscono la superficie complessiva delle parete esterni degli edifici, circa 140 milioni potranno essere oggetto di intervento di riqualificazione energetica nei prossimi 5-10 anni (es. cappotto esterno, applicazione di intonaci isolanti, di pareti ventilate, ecc.);
  • dei circa 831 milioni di metri quadri di coperture e falda esistenti al 2008, il potenziale di intervento nei prossimi 5-10 anni è di circa 300 milioni di metri quadri, mentre per quello che riguarda coperture piane, sottotetti e primi solai, a fronte di oltre 2,7 miliardi di metri quadri complessivi, il potenziale di intervento è di circa 424 milioni di metri quadri;
  • dei quasi 25 milioni di abitazioni servite da caldaie fisse, centralizzate o autonome, quasi 15 milioni è il potenziale di intervento per la sostituzione o dismissione di vecchi impianti.

A fronte di tale enorme bacino di intervento sul parco edilizio esistente, oggettivamente ancora arretrato rispetto a standard potenzialmente molto più elevati, si riscontra nel rapporto un quadro di consapevolezza collettiva mediamente sempre più alto, dove la domanda si attiva per migliorare sia le caratteristiche prestazionali dei propri immobili che il loro impatto economico sul bilancio famigliare, e alla quale non sempre segue un’adeguata risposta da parte della ricerca, della produzione e dell’attività di legiferazione in materia.

Alcuni dati, ricavati mediante una rilevazione su un campione di 1.030 unità, possono dare un’idea della portata del fenomeno a livello di utenza finale:

  • il 33,0% delle famiglie italiane è intervenuta per ridurre i consumi energetici della propria abitazione negli ultimi 5 anni;
  • il 22,3% delle famiglie ha già sostituito gli infissi allo scopo di ridurre la dispersione termica e il rumore;
  • l’8,7% delle famiglie è intervenuta sulle chiusure, con sistemi di isolamento a cappotto e tetti ventilati, e il 4,6% ha installato pannelli solari o sistemi fotovoltaici;
  • infine il 65,4% delle famiglie ritiene che gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici ne farebbero aumentare il loro valore e stima in 18% tale incremento.

Nota della redazione: abbiamo fatto richiesta a SAIENERGIA per ottenere un abstract più dettagliato del Rapporto. Qualora fosse disponibile, inseriremo il documento alla fine di questo articolo.

Fonte: 100ambiente.it

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