Riqualificazione di immobili agricoli a Roma: casali fatiscenti diventeranno case ed ecofattorie

Oltre diecimila sono a Roma i vecchi manufatti agricoli abbandonati: ruderi, casali, fienili, stalle, granai, appezzamenti. Un vasto patrimonio in lento degrado, ma anche una grande risorsa  potenziale economica ed energetica.

Il Comune pubblicherà a breve un bando, che ha un duplice obiettivo: fare di una parte case da affittare e, per il resto, rilanciare l’ agricoltura, l’ecoturismo e gli sport all’ aria aperta, creando così nuove imprese e nuovi posti di lavoro.

Il Programma di Riqualificazione degli Immobili Agricoli dismessi o sottoutilizzati (PRIA), annunciato lo scorso maggio, è stato approvato dalla Giunta comunale con delibera del 23 settembre, ora uscirà il bando rivolto agli enti pubblici e ai privati già proprietari di immobili ad uso agricolo sul territorio dell’ Agro Romano. Al bando si aderisce con una manifestazione d’ interesse, presentando proposte di riuso e valorizzazione.

L’operazione è a costo zero per il Comune che, nell’ambito di questo programma, fa da facilitatore, semplificando e abbreviando le procedure per le autorizzazioni e i cambi di destinazione d’uso. Pertanto, chi invierà progetti potrà avviare un’ attività economica senza problemi burocratici e, nello stesso tempo, contribuirà al ripristino dell’ edilizia rurale.

Varie le possibilità legate al recupero dei vecchi casali: agriturismo, agricoltura biologica con vendita diretta, manifestazioni culturali, percorsi ciclabili in campagna, ristrutturazione di edifici per realizzare alloggi. Una svolta per l’ economia.

Le finalità del Pria
Sono quattro, in particolare, e quattro, dunque, i tipi di proposta che enti e privati possono fare al Comune:
1) Sviluppo dell’ agricoltura: razionalizzazione delle attività esistenti, creazione di nuove aziende, innovazioni tecnologiche, servizi ai residenti.

2) Recupero di fabbricati agricoli per uso residenziale: alloggi da affittare in parte a canone concordato con il Comune, in parte a canone libero; residenze per vittime di calamità, da dare in convenzione; nuove attività agrituristiche.

3) Riqualificazione dell’ambiente e del paesaggio: risanamento e sorveglianza del territorio agricolo, restauro dei manufatti di pregio storico – artistico e dei giardini storici; rimboschimento dei terreni improduttivi; creazione di isole ecologiche per il deposito temporaneo di rifiuti ingombranti (al posto delle discariche abusive); installazione di apparecchiature per la connessione internet.

4) Recupero di fondi improduttivi o abbandonati per finalità sociali: accordi con associazioni onlus per usare vecchi edifici a fini assistenziali; programmi di lavoro e integrazione per gli immigrati; riuso di manufatti e terreni a scopo didattico, di assistenza (a bambini, anziani e disabili) e per attività agricole di reinserimento; progetti di co – housing, ovvero insediamenti composti da case private e da spazi comuni e condivisi come cucine, laboratori, ambienti per il gioco dei bambini, piscine, biblioteche…; nuovi canili attrezzati.

Il Comune sceglierà le proposte in base alle priorità. Le principali: creazione di posti di lavoro, inserimento dei giovani, maggior numero di addetti impiegati nel progetto, riconversione delle colture (meglio il biologico), uso di ecotecnologie e impianti autonomi ad energia rinnovabile (solare termico, fotovoltaico…).

Per le case ricavate dai casali fatiscenti, il Comune faciliterà ai proprietari i cambi di destinazione d’uso, senza aumenti di cubature; se un ente o un privato “vorrà trasformare il suo casale in un complesso di appartamenti, potrà farlo, a condizione che dia il 60% delle case in affitto a canone concordato al Comune per dieci anni”.

Con il programma Pria, ha detto il sindaco Alemanno, si intende stabilire un ponte tra aree urbane e agricole. Con un occhio alla sicurezza: le zone rurali del territorio romano “sono state anche oggetto di gravi episodi di violenza”; ripopolarle di attività e lavoro vuol dire aumentarne la vivibilità.

Per inviare al Comune le proposte di riuso dei casali abbandonati ci saranno tre mesi dalla pubblicazione del bando.

Fonte: Comune.roma.it. Mondocasablog.com

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