Turanor, la nave solare che si appresta a completare il giro del mondo

Che l’energia fotovoltaica stesse compiendo passi da gigante era evidente, ma non ci si aspettava che una nave fotovoltaica fosse già capace di fare il giro del mondo. Sta accadendo a Turanor, la nave solare più grande del mondo che sta per completare il giro del mondo in 18 mesi grazie alla sola energia fotovoltaica.

Si tratta di un grande momento per gli amanti delle fonti rinnovabili e per i realizzatori dell’imbarcazione che è praticamente coperta per la sua interezza da pannelli fotovoltaici, gli stessi utilizzati per gli space shuttle; l’imbarcazione svizzera, partita da monaco ormai 15 mesi fa si appresta a completare il suo giro. Si tratta di un evento unico per un mezzo alimentato ad energia solare e quindi chiaramente di un primato per le energie pulite.

Il tragitto dell’imbarcazione è stato realizzato partendo da Monaco e navigando lungo l’equatore passando per Miami, Panama, Galapagos ed Hong Kong per poi giungere ad Abu Dhabi, l’attuale posizione, il tutto ad una velocità di 4-5 nodi. Viaggiare all’equatore si è reso necessario per poter attrarre quanta più energia solare possibile da quella disponibile per compiere il viaggio. In questo momento la nave si trova in mostra al World Future Energy Festival.

La mostra anche sulla scia della crescita delle fonti rinnovabili le sta sempre di più inserendo nel programma anche a causa della ricerca di investitori per un settore che in ogni caso si trova già in ottime condizioni da un punto di vista finanziario. Per come è strutturata la nave non può configurarsi come un nuovo modello che entrerà sul mercato ma rappresenta innanzitutto un primato assoluto del settore, senza contare che fornisce molti spunti per lo sviluppo delle nuove tecnologie rinnovabili.

Gli spunti di ricerca sono primo tra tutti l’efficienza dell’impianto della nave che non ha mai subito inconvenienti tecnici per tutto il tragitto funzionando sempre alla perfezione; inoltre i motori diesel che erano comunque installati per ragioni di sicurezza non sono mai entrati in funzione grazie all’ottimo funzionamento dell’impianto solare che oltretutto ha mantenuto sempre un’ottima autonomia senza andare mai al di sotto di un terzo della sua carica totale, segno che forse la scelta cautelativa di viaggiare sull’equatore è stata azzeccata ma poteva contemplare anche qualche deviazione. Un ottimo risultato quindi che fa ben sperare per il futuro delle tecnologie fotovoltaiche in ogni settore.

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