“Junkie Thinking”, Petrolio, Bolla

Le bolle, come si sa, sono destinate a scoppiare. Non si può costruire nulla di solido su di una bolla, sarebbe un controsenso, un ossimoro. Eppure prendiamo in considerazione la nostra intera civilizzazione. Su cosa si basa? Sui combustibili fossili.

Lo sfruttamento del gas naturale era già iniziato in Cina, durante il nostro medioevo. I cinesi lo trasportavano usando condutture di bambù, che trasportavano il gas naturale dove serviva. Nel medio-oriente le proprietà del petrolio erano ben conosciute da sempre. E un po’ dappertuto si estraeva la torba, in pratica carbone poco stagionato.

Ma mai prima di adesso si era arrivati ad un tale livello. Siamo completamente dipendendenti dai combustibili fossili. Essi ci servono da materie prime, come fonte di energia. Li usiamo per i nostri trasporti. Per tutto.

Possiamo paragonarci ad un fumatore di mariuana la cui dieta consista esclusivamente in biscotti all’hashish, conditi da qualche tiro di canna di tanto in tanto. E’ normale che alla fine la dipendenza arrivi. Ma perlomeno con la cannabis si tratta soltanto di dipendenza psicologica; con i combustibili fossili avremo anche la dipendenza fisica.

E questo si tratta di un tipo di civilizzazione destinato al crollo o al mutamento. Non potrà continuare con gli standard odierni per molto tempo ancora. E presentiamo tutti i sintomi del “Junkie Thinking“: ah, quest’ultima sigaretta e dopo smetto, ques’ultima pera e dopo smetto, quest’ultima birra e da domani non bevo più. Noi siamo identici, quando ci ostiniamo a tentare di cercare modi per estrarre le ultime gocce di petrolio in posti difficili e costosi da sfruttare

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