Interessante iniziativa quella promossa in questi giorni a Vincenza nella sede di Confcooperative: è stata infatti creata una Bit, ovvero banca per l’investimento sul territorio, con cui le banche di credito cooperative finanziano i progetti di autoproduzione di energia e di sfruttamento delle fonti rinnovabili.

Mauro Conti, il direttore di Bit, sottolinea come ogni anno, un importo che supera i quattro miliardi di euro di incentivi e aiuti per le energie “verdi”, termina la propria corsa nel “sacco” dei termovalorizzatori.
Questa statistica deve assolutamente ritornare in equilibrio: le fonti rinnovabili sono arrivate ad un fase di maturazione invidiabile e anche i costi si sono notevolmente abbassati, come ad esempio nel caso delle biomasse, delle strutture eoliche e fotovoltaiche e della geotermia.
In questo ultimo periodo, il solare è sicuramente il settore che desta più interesse per le tante opportunità che offre e, per via della concorrenza, ha saputo ridurre il costo dei pannelli di oltre il 30-40%.
Allo stato attuale, solamente il 7% dell’energia italiana proviene da fonti rinnovabili: l’obiettivo, secondo la direttiva Ue, è quello di arrivare al 17% entro il 2020.

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