Eolico più forte anche dei problemi autorizzativi
6 settembre 2010 da Pask
L’energia eolica prosegue sempre nel suo trend positivo: i dati relativi al 2009 sono molto confortanti, dato che nel nostro paese l’energia prodotta dalle fonti eoliche ha sorpassato quota 30%. Più nel dettaglio, l’aumento si aggira intorno al 35%, rappresentato da circa 6543 gigawatt/ora, quasi come la media della crescita che si è avuta negli ultimi tre anni.
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Nel corso del 2009, l’eolico ha ampiamente dimostrato di aver raggiunto un’ottima posizione e indipendenza a livello industriale, confermandosi come un settore che ha tutte le capacità per esportare tecnologia, servizi e componenti vari.
Per quanto riguarda l’accordo strategico raggiunto poco tempo fa, tra Italia e Serbia è stato siglato un patto nel settore energetico. Le rispettive aziende, Seci energia (una holding energetica che fa parte del gruppo Maccaferri) e l’azienda elettrica Elektropriveda Srbije (Eps), hanno così realizzato, pochi giorni fa, una joint venture che prevede la costruzioni di dieci centrali idroelettriche lungo il fiume Ibar, che si trova al sud della Serbia.
Secondo le parole di Simone Togni, il presidente dell’associazione nazionale energia del vento, il sistema dell’eolico italiano può respirare un po’.
Pare non essere poi così remota la possibilità di vedere case che sono state prima progettate e poi costruite seguendo concretamente i principi dell’edilizia sostenibile. Ciò vuol dire, in parole povere, oltre ad un netto risparmio energetico, che le case in questione dovranno essere completamente autosufficiente nel procacciarsi le risorse, energetiche appunto, necessarie al proprio sostentamento, sia esse vengano ricavate dal vento o dal sole.
Dalla presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, arriva un monito forte e chiaro di non fare entrare in vigore l’articolo 45 della manovra finanziaria, che ha l’effetto di attaccare pesantemente le fonti di energia rinnovabili, oltre che bloccare tutto il correlato sistema di investimenti.
Interessante iniziativa quella promossa in questi giorni a Vincenza nella sede di Confcooperative: è stata infatti creata una Bit, ovvero banca per l’investimento sul territorio, con cui le banche di credito cooperative finanziano i progetti di autoproduzione di energia e di sfruttamento delle fonti rinnovabili.
Ecco, finalmente, la prima mappa dell’eolico nazionale: al suo interno, divise regione per regione, tutte le strutture eoliche installate sul territorio italiano.
Dopo che è entrato in vigore il decreto sugli incentivi per gli oli vegetali con lo scopo di erogazione della tariffa che comprende anche la quota di 0,28 euro per ogni kW, adesso il Ministero delle politiche agrarie dispone alcune regole programmatiche nei confronti della tracciabilità delle biomasse per quanto riguarda la produzione di elettricità. In relazione con la legge finanziaria del 2007, che si occupava dell’entrata in vigore di una misura che regolasse la materia, il ministero ha finalmente previsto il decreto corrispondente, che ieri è ha trovato pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Cresce il numero delle auto ecologiche e anche quello delle persone che in città optano per i mezzi pubblici, lasciando a casa la macchina, ma i risultati che riguardano l’ambiente ancora non arrivano. Infatti, la qualità dell’aria che respiriamo, in concomitanza con il traffico elevato, rimanere uno dei problemi più importanti da risolvere per tutti i centri abitati italiani.
In Italia manca una chiara politica organizzativa che regoli il settore dell’energia eolica. A volte, però, nel nostro paese si opera meglio di quanto sembri. Ad esempio, per ottenere l’autorizzazione per costruire un parco eolico sulla terra ferma, nel nostro paese è necessario attendere un anno e mezzo, rispetto ai 42 mesi della media europea.
Le bioenergie, nel nostro paese, rappresentano senz’altro un fulcro di risorse di rilevante interesse, anche grazie alle grandi potenzialità che accompagnano questo tipo di energie rinnovabili. Il settore delle biomasse appare in costante aumento, anche se ancora limitato da una regolazione “balbettante”.
Il 2009 è stato un anno che ha dato numerose conferme all’economia italiana nel campo del rinnovabile.
Abbiamo sempre sottolineato gli aspetti positivi e negativi dei progetti riguardanti le cosiddette energie pulite. In questo caso abbiamo a che fare con il micro-idroelettrico: niente a che vedere con le grandi strutture artificiali che vanno a deturpare paesaggio e ambiente per far posto ad esigenze idriche ed elettriche.
La promozione delle fonti energetiche rinnovabili è fondamentale per lo sviluppo di un sistema economico sostenibile: far conoscere quanto più possibile al grande pubblico le potenzialità delle fonti pulite, i vantaggi del loro sfruttamento e le tecniche che permettono la produzione di energia elettrica nel totale rispetto dell’ambiente è il modo migliore per convincere i privati cittadini ad investire in questo settore.
In Basilicata ogni anno ci sarebbe la possibilità di produrre più di 452mila tonnellate di paglie, ma anche circa 50mila tonnellate di rimi e rametti che derivano da potatura.
E’ ancora in crescita l’eolico nel nostro paese.
Un amaro boccone da ingoiare per il presidente dell’Iran Mahmoud Ahmadinejad, che vede fortemente compromessi i rapporti tra il suo paese e la nota azienda integrata per l’energia: Eni.