Pannelli fotovoltaici low cost dagli USA

Novità dagli Stati Uniti, dall’Università di Princeton per essere precisi, dove un gruppo di ingegneri, guidati dalla professoressa Yueh-Lin Loo, pare abbia trovato il modo per tagliare drasticamente i costi di produzione dei pannelli fotovoltaici facendo così felici milioni di persone in tutto il mondo. Come pubblicato anche sulla rivista scientifica National Academy of Sciences, gli avveniristici pannelli sarebbero composti da celle realizzate non con i materiali tradizionali, bensì in plastica, mantenendo comunque una efficienza elevata.

Come la stessa direttrice del progetto ha dichiarato: “i polimeri conduttori e, in genere, lo studio delle materie plastiche sono attive già da diverso tempo, ma fino ad oggi non si era mai riusciti a coniugare tutte le caratteristiche essenziali dei materiali, ovvero lucentezza, malleabilità e conducibilità elettrica così, spesso, l’aumento di una peculiarità del prodotto plastico andava a discapito delle altre rendendo il prodotto finale privo della necessaria stabilità e, quindi, utilizzabilità. La necessità di rendere stabili le materie plastiche per poterle utilizzare al meglio, infatti, faceva sì che si perdesse la mobilità e la conducibilità elettrica delle sue fibre.

Tuttavia, ha proseguito la professoressa: “oggi abbiamo sviluppato il metodo giusto che permette di rendere malleabile e conducibile il materiale plastico, trattandolo opportunamente con degli acidi quando già modellato in modo tale da riuscire a conservare inalterate tutte le altre caratteristiche dei polimeri, ma ristabilendo, contemporaneamente, la conducibilità elettrica che avevano allo stato liquido”.

Come spiegato dagli ingegneri statunitensi, con questa tecnica è possibile realizzare transistor, un componente fondamentale dell’elettronica, “stampando” la plastica su di una superficie, con un metodo veloce ed economico simile a quello utilizzato dalle comuni stampanti a getto d’inchiostro, proprio per questo, immagina la professoressa Loo, potrebbe essere possibile, in un futuro neanche tanto remoto, vendere questo materiale in cartucce per stampare qualunque motivo desiderato.

La ricerca, supportata dalla National Science Foundation, potrebbe, dunque, portare a sviluppi molto interessanti nel campo delle rinnovabili, e dell’elettronica in generale, permettendo una importante riduzione dei costi che faciliterebbe la diffusione dei pannelli per lo sfruttamento dell’energia fotovoltaica.

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