Iberdrola ottiene il più importante investimento nella storia del rinnovabile
27 luglio 2010 da Pask
Un finanziamento da record: così solamente si può definire quanto annunciato ieri da Iberdrola Renovables, azienda leader in campo internazionale per quanto riguarda l’energia eolica, che ha confermato di aver ottenuto un maxi finanziamento da 170 milioni di dollari per la costruzione del parco eolico da 300 MW di Cayuga Ridge, nell’Illinois, a sud rispetto a Chicago.
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Negli Usa è nata OffshoreWindDC, ovvero una coalizione che avrà come obiettivo quello di concentrarsi sulle attività di sensibilizzazione e su ogni iniziativa educativa atta a diffondere il senso etico e l’utilizzo dell’energia eolica offshore oltreoceano. Un comunicato dell’Awea (American Wind Energy Association) ha confermato la nascita, settimana scorsa, di questa organizzazione, che fa proprio leva sull’eolica marino come una grande e valida alternativa al petrolio offshore, fonte ormai di soli disastri climatici ed ecologici, come quello avvenuto per ultimo nel Golfo del Messico, una vera e propria catastrofe ambientale.
Nel corso dello scorso anno, per la seconda volta consecutiva, sia negli Usa che nel vecchio continente, le fonti “verdi” hanno sorpassato le fonti fossili tradizionali, quindi in primis carbone, petrolio e gas, ma hanno battuto pure il nucleare.
Anche se gli Stati Uniti possono contare su una buona capacità installata, che può arrivare fino a 100 GW e un produzione elettrica che riesce a soddisfare fino al 7% delle esigenze elettriche di tutta la nazione.
Greenpeace lancia un’offensiva contro le “bugie”, intese come dichiarazioni ufficiali diffuse dopo l’esplosione, verificatasi il 20 aprile scorso, della piattaforma petrolifera localizzata nel Golfo del Messico.
Il mix energetico mondiale, non ci stancheremo mai di ripeterlo, dovrebbe essere composto per la maggior parte da fonti rinnovabili per permettere uno sviluppo sostenibile dell’economia mondiale, che non consumi rapidamente, come purtroppo sta avvenendo, le risorse che il nostro amato pianeta ci offre.
Ultimamente sono numerose le notizie che riguardano il settore eolico, in particolar modo i progetti che si riferiscono ai parchi eolici off shore. Negli Stati uniti, l’esecutivo capitanato da Obama, ha approvato la realizzazione della prima struttura eolica off shore.
Si sa che tra i rifiuti più inquinanti per il pianeta, tra i primi posti si posizionano senza dubbio i prodotti tecnologici e in particolare i telefoni cellulari, ecco allora che mai come in questa occasione dovremmo prendere esempio dagli americani che hanno reso semplice e conveniente il riciclaggio dei materiali tecnologici.
Novità dagli Stati Uniti, dall’Università di Princeton per essere precisi, dove un gruppo di ingegneri, guidati dalla professoressa Yueh-Lin Loo, pare abbia trovato il modo per tagliare drasticamente i costi di produzione dei pannelli fotovoltaici facendo così felici milioni di persone in tutto il mondo. Come pubblicato anche sulla rivista scientifica National Academy of Sciences, gli avveniristici pannelli sarebbero composti da celle realizzate non con i materiali tradizionali, bensì in plastica, mantenendo comunque una efficienza elevata.
Nel panorama economico mondiale spesso si è puntato il dito contro la Cina e la sua scarsa attenzione all’ambiente: il gigante asiatico, che ormai da tempo è entrato in modo prorompente a far parte delle potenze globali, ha da sempre tralasciato, nell’ambito del suo sviluppo industriale, il lato ambientale.
Secondo quanto previsto da un nuovo documento programmatico, il governo americano ha diffuso delle raccomandazioni, a cui devono attenersi tutte le imprese che costruiscono i parchi eolici, in modo che ci sia il minor impatto ambientale possibile.
Lo sfruttamento di fonti rinnovabili per la produzione di energia pulita è in continua evoluzione e, indubbiamente, vede alcune fonti energetiche premiate rispetto ad altre. Tuttavia, alcuni sistemi stanno avendo piccole rivincite su quanti, inizialmente, non credevano nel loro utilizzo.
Arriva dagli Stati Uniti l’annuncio di una scoperta che potrebbe rivoluzionare il mondo delle energie rinnovabili, in particolare del fotovoltaico. I ricercatori dei Sandia National Laboratories – laboratorio del Department of Energy statunitense, che si occupa principalmente di ricerche nucleari in campo militare – hanno sviluppato celle micro-fotovoltaiche (glitter): prodotte da cristalli di silicio, hanno uno spessore compreso tra i 14 e i 20 micrometri (un capello umano è circa 70) ma la stessa efficienza delle celle attuali.