Enel Green Power ha raggiunto il suo obiettivo
30 dicembre 2011 da Daniela F
Enel Green Power conclude il 2011 raggiungendo l’obiettivo della società della capacità organica addizionale installata. Questo è quanto viene comunicato ai mercati.
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La strage di Fukushima ha segnato le coscienze, e come ha sottolineato anche il presidente del Consiglio, ha orientato gli italiani contro l’introduzione del nucleare. Un recente sondaggio ha infatti mostrato che la percentuale di cittadini che risultano in questo momento contrari al nucleare è passato dal 71% relativo alla fase pre-Fukyhuma, al 75% attuale, praticamente 3 italiani su 4.
I 40 GW di nuova capacità che sono stati installati nel corso del 2010, permetterebbero alla capacità eolica totale, di superare quota 200 GW entro la fine dell’anno.
Arriva ad oltre 4 milioni di MegaWatt la capacità eolica che si potrebbe installare, potenzialmente, negli Stati Uniti.
Anche negli Usa è partita la guerra contro l’inquinamento e le emissioni nocive dei veicoli.
Un finanziamento da record: così solamente si può definire quanto annunciato ieri da Iberdrola Renovables, azienda leader in campo internazionale per quanto riguarda l’energia eolica, che ha confermato di aver ottenuto un maxi finanziamento da 170 milioni di dollari per la costruzione del parco eolico da 300 MW di Cayuga Ridge, nell’Illinois, a sud rispetto a Chicago.
Negli Usa è nata OffshoreWindDC, ovvero una coalizione che avrà come obiettivo quello di concentrarsi sulle attività di sensibilizzazione e su ogni iniziativa educativa atta a diffondere il senso etico e l’utilizzo dell’energia eolica offshore oltreoceano. Un comunicato dell’Awea (American Wind Energy Association) ha confermato la nascita, settimana scorsa, di questa organizzazione, che fa proprio leva sull’eolica marino come una grande e valida alternativa al petrolio offshore, fonte ormai di soli disastri climatici ed ecologici, come quello avvenuto per ultimo nel Golfo del Messico, una vera e propria catastrofe ambientale.
Nel corso dello scorso anno, per la seconda volta consecutiva, sia negli Usa che nel vecchio continente, le fonti “verdi” hanno sorpassato le fonti fossili tradizionali, quindi in primis carbone, petrolio e gas, ma hanno battuto pure il nucleare.
Anche se gli Stati Uniti possono contare su una buona capacità installata, che può arrivare fino a 100 GW e un produzione elettrica che riesce a soddisfare fino al 7% delle esigenze elettriche di tutta la nazione.
Greenpeace lancia un’offensiva contro le “bugie”, intese come dichiarazioni ufficiali diffuse dopo l’esplosione, verificatasi il 20 aprile scorso, della piattaforma petrolifera localizzata nel Golfo del Messico.
Il mix energetico mondiale, non ci stancheremo mai di ripeterlo, dovrebbe essere composto per la maggior parte da fonti rinnovabili per permettere uno sviluppo sostenibile dell’economia mondiale, che non consumi rapidamente, come purtroppo sta avvenendo, le risorse che il nostro amato pianeta ci offre.
Ultimamente sono numerose le notizie che riguardano il settore eolico, in particolar modo i progetti che si riferiscono ai parchi eolici off shore. Negli Stati uniti, l’esecutivo capitanato da Obama, ha approvato la realizzazione della prima struttura eolica off shore.
Si sa che tra i rifiuti più inquinanti per il pianeta, tra i primi posti si posizionano senza dubbio i prodotti tecnologici e in particolare i telefoni cellulari, ecco allora che mai come in questa occasione dovremmo prendere esempio dagli americani che hanno reso semplice e conveniente il riciclaggio dei materiali tecnologici.
Novità dagli Stati Uniti, dall’Università di Princeton per essere precisi, dove un gruppo di ingegneri, guidati dalla professoressa Yueh-Lin Loo, pare abbia trovato il modo per tagliare drasticamente i costi di produzione dei pannelli fotovoltaici facendo così felici milioni di persone in tutto il mondo. Come pubblicato anche sulla rivista scientifica National Academy of Sciences, gli avveniristici pannelli sarebbero composti da celle realizzate non con i materiali tradizionali, bensì in plastica, mantenendo comunque una efficienza elevata.