Incentivi: in Gran Bretagna gli investimenti maggiori per le fonti pulite
22 ottobre 2010 da Pask
Il paese che investe il maggior importo di denaro per dare una mano allo sviluppo e alla diffusione delle fonti di energia pulita è la Gran Bretagna.
E’ quanto risultato da uno studio commissionato dal Climate Institute australiano alla società specializzata Vivid Economics.
Tags: Energie Rinnovabili, gran bretagna, incentivi, statistiche, studi
Nelle città del Belpaese aumenta la voglia di spostarsi con l’uso di mezzi rispettosi dell’ambiente e non inquinanti e, in particolar modo nelle metropoli, si tratta sempre più di un’esigenza condivisa. Le piste ciclabili crescono a dismisura e nel corso dello scorso anno, hanno toccato il record assoluto, pari a 3227 chilometri (circa 380 chilometri in più in confronto al 2008).
L’energia eolica prosegue sempre nel suo trend positivo: i dati relativi al 2009 sono molto confortanti, dato che nel nostro paese l’energia prodotta dalle fonti eoliche ha sorpassato quota 30%. Più nel dettaglio, l’aumento si aggira intorno al 35%, rappresentato da circa 6543 gigawatt/ora, quasi come la media della crescita che si è avuta negli ultimi tre anni.
Oltre 100 turbine eoliche di nuova generazione (per la precisione il numero esatto è di 118), hanno finalmente trovato l’allaccio alla rete nei primi sei mesi del 2010, in base ai dati pubblicati nei giorni socrsi dalla Ewea.
Nel corso dello scorso anno, per la seconda volta consecutiva, sia negli Usa che nel vecchio continente, le fonti “verdi” hanno sorpassato le fonti fossili tradizionali, quindi in primis carbone, petrolio e gas, ma hanno battuto pure il nucleare.
Il JRC, acronimo che sta per Joint Research Centre, organo interno alla Commissione Europea, ha pubblicato in questi giorni il Renewable Energy Sanpshots, un documento al cui interno presenta i dati riguardanti l’installazione e il consumo delle energie rinnovabile nel vecchio continente.
Ormai mancano pochi giorni all’evento più importante che coinvolge l’energia eolica in tutto il mondo: stiamo parlando del “Wind day”, una manifestazione (che si svolgerà il prossimo 15 giugno) a cui si prepara adeguatamente tutto il settore, pronto a festeggiare una grande sequenza di risultati raggiunti nell’ultimo periodo, ma anche un elevato progresso scientifico, accompagnata da una grande speranza di raggiungere gli obiettivi prefissati.
Ormai in Svezia il mix energetico è sempre più tinto di verde.
Una vera e propria raffica di aumenti ha colpito i carburanti nello scorso fine settimana. Il diesel registra un rialzo fino a 1,29 euro al litro. Secondo quanto rilevato dalle indagini di quotidianoenergia.it, in seguito ai rialzi di venerdì operati dall’Agip, il resto della compagnie ha deciso di rivedere verso l’alto i prezzi di benzina e diesel.
Ricominciano a scendere i consumi di petrolio italiani: nello scorso mese di aprile, i consumi si sono attestati intorno ai 6 milioni di tonnellate, quasi 113 mila tonnellate in meno rispetto allo stesso mese nel 2009, con un calo dell’1,8%.
Cresce il numero delle auto ecologiche e anche quello delle persone che in città optano per i mezzi pubblici, lasciando a casa la macchina, ma i risultati che riguardano l’ambiente ancora non arrivano. Infatti, la qualità dell’aria che respiriamo, in concomitanza con il traffico elevato, rimanere uno dei problemi più importanti da risolvere per tutti i centri abitati italiani.
A dispetto da quanto preventivato al momento dell’introduzione delle rinnovabili in Italia, sembra che il mondo delle green energy sia in continua ascesa. A dimostrarlo anche, e sporattutto, le numerose indagini di mercato condotte nel 2009, tanto che i primi dati provvissori pubblicati un paio di mesi fa dal GSE parlavano di oltre 850 MW installati rispetto ai 417 fatti registrare a fine 2008.
In Italia manca una chiara politica organizzativa che regoli il settore dell’energia eolica. A volte, però, nel nostro paese si opera meglio di quanto sembri. Ad esempio, per ottenere l’autorizzazione per costruire un parco eolico sulla terra ferma, nel nostro paese è necessario attendere un anno e mezzo, rispetto ai 42 mesi della media europea.
Le bioenergie, nel nostro paese, rappresentano senz’altro un fulcro di risorse di rilevante interesse, anche grazie alle grandi potenzialità che accompagnano questo tipo di energie rinnovabili. Il settore delle biomasse appare in costante aumento, anche se ancora limitato da una regolazione “balbettante”.
Il 2009 è stato un anno che ha dato numerose conferme all’economia italiana nel campo del rinnovabile.